9 gennaio 2017

Paterson

E dopo Pedro Almodovar, e dopo Tim Burton, anche Jim Jarmush viene depennato da un'ipotetica lista di quelli che una volta erano i (miei) registi imprescindibili. 
Jarmush mi ha regalato negli anni cose bellissime, a partire da Stranger than paradise, per arrivare a quello che è uno dei miei film "cult": Ghost Dog. 
E niente. E poi è uscito Paterson.

il mio entusiasmo alla fine del film

Che sono andata a vedere un po' di sere fa senza saperne mezza.
E. 
Boh. 
Sarà che io e la poesia viaggiamo da sempre su due rette parallele, ma, sinceramente, della quotidianità - raccontata in una settimana - del signor Paterson, che vive a Paterson e guida un autobus in giro per Paterson e scrive poesie - brutte - nelle sue pause lavorative non me ne potrebbe fregar di meno. 
Il signor Paterson, interpretato da Adam Driver (sì, esatto, fa l'autista) ha una moglie sciroccata, che invece di trovarsi un lavoro come tutte le persone normali, passa il tempo a decorare casa in maniera discutibile, preparando cupcake anch'essi discutibili e suonando - sempre in modo discutibile - una chitarra comprata on line con i soldi del signor Paterson, che quando non è impegnata in attività inutili (e discutibili) passa il tempo a spaccare quattro quarti di minchia al povero Paterson, che non vede ora di tornare a casa e uscire il cane, fino al bar, dove si intrattiene col proprietario e con la varia umanità che frequenta il locale. 
Le cose migliori del film sono i discorsi dei passeggeri che il signor Paterson capta mentre guida il suo autobus per le strade di Paterson, il povero Everett innamorato respinto, e, ovviamente Marvin, il cane (interpretata da Nellie, una simpaticissima bulldog inglese che purtroppo è morta, ma che ha comunque ricevuto il Palm Dog Award all'ultimo festival di Cannes). 
Non posso dire che Paterson sia un brutto film, perché oggettivamente non lo è. 
Ma, siccome io sono una brutta persona, l'ho trovato abbastanza inutile. 


2 gennaio 2017

Con quale desiderio Lei entra nell'anno nuovo?
Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere.

l'anno vecchio è finito ormai 
ma qualcosa ancora qui non va...


E anche il 2016 se n'è andato. Finalmente, verrebbe da aggiungere. 
Come ogni anno non farò la lista dei "buoni" propositi. Non l'ho mai fatta, tanto quello che deve succedere succede, sempre. Che ci piaccia o meno.
Però dai, uno piccolino lo faccio: riprendere a scrivere sul blog con più costanza.
Ah ah ah.
Figuriamoci.
Anche se non c'entra niente con i propositi, devo ammettere che per me questo sarà un anno di grandi cambiamenti.
Diciamo che per natale mi sono fatta il regalo più costoso di sempre: ho comprato casa, e, se tutto va come deve andare, a primavera inoltrata abbandonerò Poisonville per trasferirmi a Torino. 
Tornerò a vivere in un condominio dopo 20 anni, abbandonerò la veranda in cui da 20 anni fumo la prima sigaretta del mattino bevendo il caffè, e una casa troppo grande per me, che praticamente uso solo per dormire. Probabilmente, se qualcosa dovrò rimpiangere, saranno la tranquillità ed il silenzio a cui sono abituata, ma tanto riesco a dormire anche in mezzo al casino, e poi invecchiando diventerò sorda e non mi renderò conto del caos cittadino. 
Ma vivere in città avrà i suoi vantaggi. Significherà guadagnare un'ora e mezza al giorno di tempo, quell'ora e mezza che impiego ogni giorno per andare e tornare dal lavoro, andare in ufficio a piedi in 10 minuti, non dover prendere la macchina per andare a fare la spesa, in farmacia, a comprare le sigarette, buttare l'immondizia e via dicendo.
Vorrà dire poter pianificare le cose in mezz'ora, decidere all'ultimo momento di uscire se ne hai voglia e sapere che al massimo in mezz'ora puoi arrivare in qualunque punto della città, decidere ad esempio di andare a vedere una mostra la domenica mattina e non rinunciarci perché non hai voglia di metterti in macchina, cercare parcheggio e bla bla bla, evitare di fermarti in ufficio fino alle 18.45 di venerdì per fare arrivare l'ora giusta per andare in palestra e cose così.
Quando ho deciso di fare questo passo, a novembre, sono stata colta dall'ansia, al punto che ho perso 3 kg (grazie, ansia, è stato carino da parte tua) e ho disdetto un appuntamento fissato da mesi, cosa che non è da me. La causa principale dell'ansia era (è) ovviamente legata al fattore economico, poi ho fatto due conti con calma, rotto un salvadanaio e mi sono un po' tranquillizzata. Ma solo un po', sia chiaro. L'idea di finire povera homeless a dormire sotto un ponte vestita di stracci ogni tanto si riaffaccia nel mio cervellino ansioso. Quindi, se rinasco, sposo un calciatore. L'altro fattore di stress - che ancora non mi abbandona - riguarda il trasloco di Gattabusiva. Che è sì la gatta più buona del mondo, ma è anche abituata ad andarsene in giro per i prati e tornare a casa quando ne ha voglia. E fra qualche mese andarsene in giro diventerà un ricordo, e dovrà abituarsi a vivere sempre e solo dentro casa. Al massimo sul balcone. Ho paura che dal balcone salti giù, e, scappando, arrivi in strada, venendo stirata dal primo 59 che passa. Perché il trasloco è fonte di stress mica solo per me, chiaramente. Spero che Gattabusiva si abitui alla sua nuova vita.


A parte questo sono relativamente tranquilla e consapevole che la scelta che ho fatto è quella giusta. Del resto quando mi chiedono dove vivo sono anni che - mentendo - rispondo: "a Torino". 
Tempo 3/4 mesi e anche questa non sarà più una bugia.
E, scrivendo il mio indirizzo sulla Moleskine del 2017, ho già scritto quello cittadino. Probabilmente i primi tempi farò un po' di confusione, e scriverò ancora la via attuale, quel povero bistrattato Silvio Pellico che in più parti è diventato "santo", come disse i primi tempi la mia vicina di casa "Adesso abitiamo in via San Pellico". E no, non stava scherzando.
E adesso vado a fare un salto nella mia casa nuova, a prendere un paio di misure.


29 dicembre 2016

Best Scenes Ever!

Per fare in modo che voi non dimentichiate mai che sono una cialtrona, ho scoperto la bella iniziativa del blog collettivo di cui faccio parte, solo leggendo i post dei miei "colleghi". E siccome sono pur sempre un membro, ancorché latitante, ho deciso di partecipare in corsa.
Gli altri post li trovate qui:

IL BOLLALMANACCO DI CINEMA
DIRECTOR'S CULT
MARI'S RED ROOM
NON C'E' PARAGONE
A FISH-FLAVOURED APPLE
PIETRO SABA WORLD
SOLARIS
Si tratta - come si può facilmente dedurre dal titolo - di elencare 10 film che, anche solo per una scena, sono rimasti impressi nelle nostre menticine di appassionati di cinema e quant'altro. 
Ovviamente la mia non sarà una classifica, in quanto ci saranno film diversissimi tra loro e quindi "inclassificabili" secondo un criterio logico. Ma del resto neanche questo blog segue un criterio logico, quindi, perché iniziare proprio adesso?

Platoon (1986) Oliver Stone 
La morte del sergente Elias, interpretato dal mio sempre amato Willem Dafoe.
E direi che non è il caso di aggiungere altro.

Point break (1991) Kathryn Bigelow
La scena in cui Johnny Utah e Tyler Endicott sono in acqua e ad un certo punto lui le dice "vieni qui". Ecco. E' dal 1991 che sogno un uomo che mi dica "vieni qui" nello stesso modo.

Fantozzi contro tutti (1980) Neri Parenti/Paolo Villaggio
Ne scelgo solo una anche se tra tutti i film di Fantozzi ne potrei citare tipo altre duecentodiciotto. Ma insomma, anche no. Quindi su tutte la temutissima coppa Cobram e il ragionier Filini che incita tutti ad andare in allenamento "a Pinerolo!!!" che ormai è diventato un modo di dire di uso comune. 

The Wolf of Wall Street (2013) Martin Scorsese
Tra Quaalude scaduto, lancio del nano e via dicendo, la scena - che vi beccate completa - in cui un Matthew McConaughey semplicemente perfetto spiega un paio di cose a Leonardo Di Caprio, con la sua storiella “You know what a Fugazi is? A Fugazee, fugazi, it's a wahzee, it's a woozee, it's fairy dust it doesn't exist. It's never landed. It's no matter, it's not on the elemental chart. It... it's not fucking real!" vince a mani basse su tutte (imho).

Hollywood Party (1968) Blake Edwards
L'indimenticato Peter Sellers che non muore mai nella scena iniziale.

The Rocky Horror Picture Show (1975) Jim Sharman
It just a jump to the left... and then a step to the right!!!
Scusate, finisco di ballare e riprendo a scrivere.
Comunque anche questo è uno dei miei film supercult, al punto che se mai avessi avuto una figlia l'avrei chiamata Magenta, ma credo di averlo detto più volte.

Reservoir dogs (1992) Quentin Tarantino
Il mio Tarantino preferito di sempre, da sempre.
E la scena iniziale, con Mr. Brown che spiega il "vero" significato di Like a vergin, ancora oggi mi fa impazzire.


Festen (1998) Thomas Vinterberg

Credo l'unico film Dogma95  che mi sia veramente piaciuto.
Cattivissimo e devastante.
"Perchè l'hai fatto, papà?"
"Perchè non eravate buoni per altro"

Roma città aperta (1945) Roberto Rossellini
La corsa di Anna Magnani. 


Trainspotting (1996) Danny Boyle

e il monologo iniziale:
Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

23 dicembre 2016

ricapitolando

E' ora di tirare le somme, visto che il 2016 sta per finire... non credo che quest'anno avrò tempo/voglia di cimentarmi in classifiche di vario genere, anche se non si può mai dire e mi resta ancora una manciata di giorni per cambiare idea.
Per cosa ricorderemo questo 2016?
Se escludiamo l'ecatombe di personaggi più o meno famosi che ci hanno lasciato, che sembrava l'epidemia di spagnola del 1920, terremoti, attentati, la Brexit, la  vittoria di Trump e altre tragedie più o meno epocali, verrebbe da pensare che l'anno che sta per concludersi non lasci niente di bello da tramandare ai posteri. E, per quanto mi sforzi, a livello globale non mi viene davvero in mente una beata minchia che sia degna di essere ricordata nei secoli a venire. 
Ma, siccome questo è pur sempre il mio blog, cercherò di fare un riassunto di quello che è successo a me nel 2016, e che vale la pena di ricordare scrivo qua, così potrò rileggerlo quando verrò colta da demenza senile, anche se probabilmente non ci riuscirò, in quanto avrò smarrito le password.
In ogni modo.

G e n n a i o :
Ho visto la mostra fotografica di Vivian Maier allo Spazio Forma Meravigli a Milano.  Lo Spazio Forma mi piaceva molto di più nella sua sede storica di Piazza T.L.Caro, ma non si può aver tutto dalla vita.
Ho visto la mia rossa preferita di passaggio in città, ho aspettato inutilmente e per la terza volta gli omini dell'italgas per la sostituzione del contatore e poi, dopo averci pensato forse troppo, ho deciso che era ora di abbandonare Poisonville per trasferirmi in città e ho messo in vendita la casa in cui vivo da 20 anni.
Mi sono quindi buttata nel magico mondo degli annunci immobiliari, ovviamente in modo contemplativo, visto che la poraccitudine che mi contraddistingue mi impone di dover vendere l'unica casa che possiedo, prima di poterne comprare un'altra.

F e b b r a i o :
A inizio mese sono stata per l'ultima volta in ospedale per la visita di controllo relativa all'intervento subito il 26 novembre 2015. Mi hanno detto che va tutto bene e di non farmi più vedere. 
Nonostante a nessuno interessasse vedere casa mia, ho continuato imperterrita a visitare appartamenti in giro per la città. Uno, che veniva spacciato come "attico" (gli agenti immobiliari potrebbero tranquillamente scrivere le sceneggiature a Wes Anderson, o forse, a ben pensarci, potrebbero essere quelli che scrivono le famigerate sinossi del TorinoFilmFestival) aveva un balcone sgarrupatissimo e un'infelice puzza di stalla che aleggiava in tutta casa. Che, per un appartamento al 5° piano del centro cittadino è quanto meno bizzarro. Alla mia pacata osservazione "che cazzo è 'sta puzza?" l'agente mi rispondeva, ancor più pacatamente "i proprietari erano fumatori". 
Adesso, caro il mio agente immobiliare, pure io sono fumatrice, ma, ti assicuro, che un odore del genere a casa mia si sente soltanto quando concimano i prati del circondario. Quindi, a meno che i proprietari si fumassero letame essiccato - come usa fare in alcune zone dell'India e del Nepal - e lo stoccassero nel corridoio, posso assicurarvi che la puzza di fumo è diversa, e che tu mi stai prendendo per il culo. Depennato l'appartamento da un'ipotetica lista di case acquistabili, febbraio si è concluso in maniera assolutamente indolore.


M a r z o : 
Per ricordarmi che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, ad inizio mese qualcuno si impossessava della mia carta di credo per comprare su PayPal abbigliamento sportivo in un negozio di Baltimora (Maryland) e del cibo per animali in un negozio di Oakland (California).
Bestemmia fortissimo, telefona a PayPal, bestemmia ancora un po', telefona alla banca e blocca la carta di credito. Aspetta invano che ti arrivi, bestemmia inutilmente, dopodiché parti per New York SENZA la carta di credito. 
Sì, perché a marzo sono stata a New York per la terza volta. E sì, New York ha sempre il suo porco perchè. Anche trovare per due mattine consecutive Javier Bardem a fare colazione nello stesso nostro bar ha il suo porco perchè. Javier Bardem ne ha tantissimi, di porchi perchè. 
In ogni caso, essendo priva di carta di credito mi sentivo povera come la piccola fiammiferaia, e ho ridotto gli acquisti al minimo. 
Ovviamente al mio ritorno a casa la carta di credito nuova fiammante mi attendeva nella buca delle lettere e i signori di PayPal mi hanno riaccreditato tutto nel giro di pochissimo tempo. 


A p r i l e : 
... è il più crudele dei mesi, genera
lillà da terra morta, confondendo
memoria e desiderio, risvegliando
le radici sopite con la pioggia della primavera.
a parte questa botta di ottimismo, ad aprile non è successo nulla (negli altri mesi, invece...!) a parte che i fottutissimi omini dell'italgas, dopo aver fissato l'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore, per l'ennesima volta non si sono presentati. Io so che il male non si augura a nessuno perchè non sta bene, e poi il karma e bla bla bla, ma spero che il cagotto a spruzzo li abbia colpiti nel momento più inopportuno, tutto lì.
Siccome casa mia continua a non interessare a nessuno ho smesso di andare in giro a vedere appartamenti. Metti mai che trovo la casa dei miei sogni e poi ci rimango male. 

M a g g i o :
A maggio sono andata in "gita" al santuario di Vicoforte per la salita alla cupola, che è, per dimensioni, la cupola ellittica più grande al mondo (dicono) e la quinta cupola al mondo per dimensini (dicono). In ogni modo è stato interessante (dicono).
Poi una domenica mattina ho deciso di andare a Milano per vedere la mostra di Herb Ritts al Palazzo della Ragione, prima che chiudesse. 
Herb Ritts, per quelle più giovani di voi che all'epoca non c'erano o erano troppo piccole per accorgersene, è stato un fotografo che mi ha regalato cose bellissime, tipo "Fred with tires" o il video del pezzo più strappamutande della storia della musica recente. 


G i u g n o :
Dopo tantissimi anni sono tornata a Roma, approfittando del ponte del 2 giugno. Così ho potuto vedere la mostra di Banksy, e, già che c'ero Tattoo Forever al Macro Testaccio. Ho camminato senza meta, e, se la memoria non mi inganna, credo di essermi anche ubriacata abbastanza.
E non c'è niente da fare, Roma, per un turista, ha sempre il suo fascino. Anche da sobri.
A cinque mesi dall'annuncio l'agente immobiliare ha portato una coppia a vedere la casa. 
Ho rivisto con grande piacere i Ford(s) al completo, e siccome il 24 giugno a Torino (e Genova, Firenze, ecc.ecc.) è festa, ne ho approfittato per scendere in Riviera ospite della mia rossa preferita (sì, sempre la stessa), passando il tempo a mangiare (bene) bere (parecchio), parlare (molto) e camminare sul bagnasciuga come le anziane. Che bello.

L u g l i o :
A inizio mese sono stata una settimana in Sicilia, dove faceva molto caldo e mi sono abbronzata tantissimo senza mai stare al sole. Che per una alta e bionda con gli occhi azzurri come me è davvero molto strano. 
A fine mese mi sono regalata un week end in Valtellina a trovare un'amica e, dopo anni sono finalmente riuscita a fare il giro sul Trenino Rosso del Bernina.
Per non smentirmi ho mangiato e bevuto molto. E bene.  


A g o s t o :
Ci tenevo molto a farvi sapere che, all'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore del gas non si è presentato nessuno. Come ho già detto in passato, se devo farmi prendere per il culo decido io quando e decido io come. Questa volta ho preso il telefono e fatto una tamurriata all'impiegata, dicendo che il cambio del contatore è un problema loro, che io non l'ho richiesto e che per quanto mi riguarda il contatore che c'è adesso funziona benissimo. 
A parte questo ho festeggiato come ogni anno il mio compleanno andando a cena in un ristorante cittadino molto interessante, ho passato ferragosto in montagna mentre il 16 sono andata a Milano a vedere la mostra di Escher a Palazzo Reale. Fra le altre cose, se siete a Milano e non l'avete ancora vista, potete farlo fino al 22 gennaio. Ovviamente il 16 agosto Milano era semideserta e Palazzo Reale ancora di più. Che è la condizione ideale per visitare una mostra. Bellissima tra l'altro.
La coppia che era venuta a giugno a vedere la casa è tornata per un secondo sopralluogo e mi ha fatto un'offerta. Che - se fossi ricca sfondata - avrei potuto rifiutare. E invece. 

S e t t e m b r e :
... andiamo, è tempo di migrare... 
e infatti con un po' di gente a inizio mese ci siamo ritrovati per un week end in umbria in occasione di un "raduno/festa/compleanno/chissenefrega" del Buio in sala, e poi, per non perdere l'abitudine, sono partita per due settimane in Andalusia, ma di entrambe le cose ho già parlato nel blog all'epoca, quindi non mi ripeterò.

O t t o b r e :
Ho visto un appartamento bellissimo, vicino all'ufficio (troppo vicino all'ufficio), finemente ristrutturato, materiali di pregio ecc. ecc. Il problema è che in quella che avrebbe dovuto essere la camera da letto, se ci mettevo il letto non ci stava l'armadio. E viceversa. In quella che era la "zona giorno" non c'era la possibilità di mettere un tavolo da pranzo. E quindi il pensiero di vivere lì per il resto della mia vita mi metteva ansia.
Come (quasi) ogni anno sono andata alla Fiera del Marrone a Cuneo. E non ho assaggiato un marrone manco per sbaglio. Mi sono molto avvilita.
E poi, incredibilmente, il 21 ottobre ho trovato la casa. Un appartamento che mi hanno proposto da un'agenzia, e che io sono andata a vedere con lo stesso entusiasmo di Hillary Clinton il 9 novembre. E invece, alle volte.
E poi è morto Caprotti, è ha lasciato settantacinquemilionidieuro due spicci alla segretaria. Che non sono io.

N o v e m b r e:
Sono stata colta dall'ansia.
Nella casa in cui vivo, che è ENORME, c'è una quantità di rumenta da buttar via che non so da che parte girarmi. Passo i sabati mattina all'eco-centro a smaltire ogni tipo di rifiuto. E, ad occhio e croce, anche i sabati dei mesi che verranno li impegnerò in questo divertentissimo modo.
Sono anche andata al Torino Film Festival, come sempre. Anche se, come ho già detto, o forse no, quest'anno mi è sembrato che il livello fosse inferiore rispetto al solito.

D i c e m b r e :
Il 16 dicembre ho venduto casa. Sono sempre preda dell'ansia, ma un po' meno rispetto al mese scorso. I signori che hanno comprato casa mia sembrano molto gentili. Il fatto che mi facciano stare lì fino a quando non avrò finito di ristrutturare la casa che - mentre sto scrivendo - non ho ancora comprato mi sembra davvero tanta roba.
E, anche se la parola "trasloco" mi fa venire le bolle, l'idea di trasferirmi sta iniziando a piacermi. E molto.
Ecco. Questo è stato il mio 2016. Se siete arrivati a leggere fin qua, beh, a questo punto mi sembra doveroso farvi tantissimi auguri, se al grido di "sti cazzi" avete abbandonato a febbraio... beh, sti cazzi davvero.