28 marzo 2008

La banda

Il film inizia con gli 8 suonatori della banda della polizia di Alessandria fermi sul marciapiede dell’aeroporto. Sono stati invitati a suonare all’inaugurazione di un centro culturale arabo in una cittadina israeliana, ma al loro arrivo a Tel Aviv non trovano nessuno ad attenderli.
Il pragmatico Tewfiq, colonnello e direttore d’orchestra, decide di raggiungere con gli autobus locali la località che dovrà ospitarli ma, per un errore di pronuncia, invece di arrivare a Petah Tikva, si ritrovano nella sperduta Bet Hatikva.
Spaesati e demoralizzati, nonché bloccati nello sperduto paesino, in quanto la corriera passa soltanto una volta al giorno, devono accettare l’ospitalità di Dina, proprietaria di un ristorante, e del suo aiutante, che li inviteranno nelle loro case, sfidando lo scetticismo e la diffidenza dei parenti.
Malinconico ma al tempo stesso velato di sottile umorismo, è un film garbato e piacevole.


26 marzo 2008

Non è un paese per vecchi

"se le regole che hai seguito ti hanno portato 
fino a questo punto, a che servono quelle regole?"



Bello. 
Abbastanza fedele al libro, che però ha inevitabilmente quel qualcosa in più, ti fa uscire dalla sala soddisfatto per aver visto un buon film, che non cede al buonismo, mai.
Un film crudo e crudele, dove Anton Chigurh (Javier Bardem) che fa davvero paura, specialmente per l’inguardabile pettinatura, è il killer sulle tracce di Llewelyn Moss (Josh Brolin) che, durante una battuta di caccia si imbatte casualmente nei resti di una carneficina fra trafficanti di droga, e, oltre a cadaveri e droga, trova una valigetta con più di 2 milioni di dollari e se ne impossessa. Da questo momento parte la caccia all’uomo, mentre lo sceriffo Ed Bell (Tommy Lee Jones) tenta, inutilmente, di salvare Llewelyn.

25 marzo 2008

I padroni della notte


“Se ti sposi una scimmia poi non puoi lamentarti della puzza di banane”

Mah? Niente di nuovo sotto il sole. 2 fratelli e un padre. Il fratello “buono” è Joseph (Mark Wahlberg) che, seguendo le orme del padre, l’inossidabile Robert Duvall, è un poliziotto stimato, fresco di promozione. L’altro figlio è il ribelle Bobby (un imbolsito Joaquin Phoenix), gestore di un locale frequentatissimo, di proprietà di una famiglia russa invischiata in traffici illeciti.
A pochi giorni dall’irruzione nel locale da parte di Joseph e della sua squadra, questo rimane vittima di un attentato, e Bobby inizia a dubitare delle sue frequentazioni, fino a diventare informatore della polizia.
Durante un’operazione in cui fa da esca viene scoperto, e, salvatosi per miracolo, inizia a vivere sotto protezione fino al giorno del processo, quando però – combinazione - il presunto colpevole riesce incredibilmente a fuggire. Fughe, inseguimenti, e sparatorie. Il padre muore sotto i suoi occhi e Bobby entra in polizia per vendicarlo. 
La cosa migliore del film? Per i maschietti probabilmente Eva Mendes, per me la colonna sonora.

14 marzo 2008

Persepolis

Dall'autobiografia a fumetti di Marjane Satrapi al film di animazione (quasi sempre in bianco e nero), l’autrice rievoca le storiche tragedie del suo paese sfidando l'oscurantismo degli ayatollah.
La storia è racchiusa in un lungo flash back che si apre e si chiude all'aeroporto di Parigi, dove la Satrapi vive. In mezzo il 1978, ai tempi dello scià, quando scopre le torture inflitte ai parenti comunisti; la presa del potere da parte dei fondamentalisti, la guerra con l'Iraq e la paura dei bombardamenti; gli anni a Vienna per allontanarsi dalla repressione; il ritorno in Iran, un matrimonio fallimentare e lo scontro sempre più duro con l'integralismo e il fanatismo; la partenza definitiva per Parigi.
Splendido. 


9 marzo 2008

Prospettive di un delitto

Durante una visita in Spagna - a Salamanca - mentre saluta la folla, il presidente degli Stati Uniti rimane vittima di un attentato. Subito dopo la piazza in cui si trova viene devastata da due esplosioni in rapida successione. L’attentato viene ricostruito da 8 diversi punti di vista: dal poliziotto spagnolo, dagli agenti della scorta, dai terroristi, da una troupe televisiva, da un turista americano che ha ripreso tutto con la sua videocamera, fino al presidente stesso.
L’idea è interessante e, se sviluppata meglio, avrebbe contribuito a fare di un film discreto un buon film. Ma molte cose non si spiegano, e altre non si capiscono.


6 marzo 2008

Sogni e delitti (Cassandra's dream)

La caratteristica principale dell’ultimo film di Woody Allen è quella di non sembrare un film di Woody Allen. Il che lo rende decisamente un film abbastanza inutile e noioso. E, per lo standard di Woody, i cui film durano generalmente 90 minuti, anche più lungo del solito. Come se ce ne fosse stato bisogno.
(di seguito credo che racconterò anche il finale del film, quindi, chi, nonostante tutto, volesse proprio andare a vederlo, farebbe meglio a non leggere)
Ci sono due fratelli, Terry ed Ian, interpretati da Colin Farrell ed Ewan McGregor, (nemmeno malvagi ad essere sinceri) che si ritrovano a corto di soldi. Terry perché ha perso alle corse dei cani, a poker e probabilmente anche contro la macchinetta del parcheggio, e Ian perché sogna di entrare in un non meglio specificato business alberghiero in California. L’unica soluzione è chiedere aiuto allo zio ricco, che, in cambio del prestito che risistemerà le loro vite, chiede ai 2 nipoti il “favore” di eliminare un personaggio scomodo, che potrebbe farlo finire in carcere per il resto dei suoi giorni. I due sono titubanti, pieni di scrupoli e tutto il resto, ma alla fine decidono e riescono a portare a termine il loro incarico. A quel punto, mentre Ian si gode la nuova vita, la nuova fidanzata e il nuovo giro di amicizie, Terry non riesce più a vivere per i sensi di colpa, è depresso, e tutte le notti si sveglia in preda ad incubi e attacchi di panico (a cui lui dà un egregio contributo imbottendosi di pillole e alcool, ma questo è un altro discorso) e alla fine rivela a Ian di volersi costituire. Ian ne parla ovviamente con lo zio, e l’unica soluzione è quella di sbarazzarsi anche di Terry. Con la scusa di passare un po’ di tempo assieme Ian convince Terry ad andare a fare un giro sulla loro barca (quella acquistata ad inizio film, che si chiama Cassandra’s dream, che è anche, ad esclusione dell’italia, il titolo originale del film) dove pensa di ucciderlo. Mentre gli prepara una birra “corretta” con un mix delle pillole trafugate al fratello, si pente in extremis e cambia idea, spaccando la bottiglia. Arriva Terry, iniziano a discutere, Terry lo spinge, Ian cade. E muore. Terry si dispera e il film finisce con un poliziotto che commenta “un evidente caso di omicidio-suicidio. Uno ha ammazzato l’altro, o è stato un incidente, e poi si è tolto la vita. Che peccato.”

Già, che peccato.

Aggiungo anche che con l’improponibile tappezzeria della camera da letto di Terry, anche Ray Charles si sarebbe svegliato in preda agli incubi.