23 maggio 2008

g o m o r r a

Ho patito. 
Ho patito molto.
Non la lunghezza del film, che dura più di due ore, ma che sono passate senza che io abbia guardato una sola volta l’orologio (come solitamente faccio). 
Non la violenza del film, che inizia con un’ultravioletta carneficina in un solarium e prosegue raccontando le vicende della famigerata faida di Scampia, tra affiliati al clan Di Lauro e scissionisti, nel desolante panorama delle vele, dove vive Don Ciro, che tutte le settimane porta i soldi alle famiglie, e dove vive anche Totò, un ragazzino che vuole entrare in quel mondo e ci riuscirà, partendo dal rituale di iniziazione e finendo per attirare in trappola la sua amica Maria, colpevole del fatto che suo figlio è diventato scissionista.
Non ho patito nemmeno le vicende di Franco (Servillo), e del suo traffico di rifiuti tossici e nocivi, né la storia di Pasquale, sarto che si ritrova a dover lavorare giorno e notte per far fronte agli impegni presi dal suo padrone nelle aste al ribasso per la confezione di abiti di alta moda, né quella di Marco e Ciro, due ragazzi (un po’ teste di cazzo, diciamocelo) che vogliono essere “indipendenti” e sognano di vivere come Toni Montana. 
No. Ho patito i due ragazzi seduti davanti a me, che per tutto il film hanno tenuto il cellulare in mano scattando foto e mandando messaggi, ma, soprattutto, il signore seduto di fianco a me, che sembrava caduto in una pozzanghera di dopobarba fetentissimo e mi ha costretto a vedere il film con un fazzoletto sul naso.


19 maggio 2008

In bruges

“Come si chiama quell’altro posto?”
“Purgatorio”
“Dove non hai fatto proprio schifo, 
ma non sei andato nemmeno granchè bene...
Come il Tottenham”.

Ray (Colin Farrel) e Ken (Brendan Gleeson) sono due killer professionisti al servizio del nevrotico Harry (Ralph Fiennes). 
Dopo un “lavoro” finito male (Ray ha ucciso, oltre alla vittima predestinata, un bambino) i due vengono mandati “in vacanza” a Bruges (splendida altra protagonista del film). 
L’impatto con la città è diversissimo per i due: Ken la trova bellissima e decide di impiegare il tempo facendo il turista alla scoperta di monumenti, chiese, musei. 
Ray stabilisce dopo 10 minuti che la città gli fa schifo. 
In un susseguirsi di situazioni surreali, fra nani, puttane, droga e skinheads, il film diverte per le situazioni improbabili e le battute al vetriolo. 
Fino al momento in cui Harry telefona a Ken orinandogli di uccidere Ray.
Film strano e piacevole, politicamente scorretto, come non ne vedevo da tempo.