25 maggio 2009

Soffocare

Victor lavora come comparsa in un parco tematico sulla storia degli Stati Uniti, partecipa controvoglia alle riunioni del suo gruppo di sessuomani anonimi e compulsivi, e per arrotondare lo stipendio e riuscire a pagare la retta della clinica privata in cui è ricoverata la madre (una magistrale Anjelica Huston), quando si trova al ristorante finge di soffocare, facendosi salvare da alcuni inconsapevoli commensali, che stringono un legame sempre più forte con lui dopo aver applicato la manovra di Heimlich e che gli inviano sostanziosi assegni. Il suo migliore amico è Denny, che lavora con lui e con cui partecipa alle sedute dei sessuomani anonimi, fino al giorno in cui, in un locale, non si innamora della spogliarellista il cui nome è tutto un programma: Darla Tojours.Dopo il lavoro Victor si reca alla clinica a trovare la madre, che ogni volta lo scambia per qualcun altro, mentre le altre sciroccate vecchiette ospiti della clinica credono che lui sia un nuovo messia. Sam Rockwell è semplicemente perfetto nella parte di Victor Mancini, come perfetta è la Huston nei panni della madre borderline. Ma il film – a differenza dell’omonimo libro di Palahniuk – non mi ha entusiasmato particolarmente.

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