25 settembre 2009

The informant

Basato su una storia vera, l’ultimo lavoro di Soderbergh racconta le vicende di Mark Whitacre, un biochimico dirigente dell’AMD, una multinazionale agroalimentare, che improvvisamente decide di diventare informatore dell’FBI per mostrare che esiste un accordo fraudolento fra i vertici della società e le compagnie concorrenti per il controllo dei prezzi. Nonostante stia arrecando un danno alla società per cui lavora, Mark vede se stesso come un eroe, ma si fa prendere un po’ la mano e, in un tripudio mitomane inizia a costruire un castello di bugie che alla fine gli si ritorcerà contro.
Posso dirlo? A tratti l’ho trovato un po’ noioso. Poi un discorso che il protagonista fa tra sé e sé mi ha risvegliato dal torpore in cui stavo sprofondando:...gli orsi bianchi cacciano le foche sdraiandosi in prossimità di un buco nel ghiaccio. Quando la foca esce loro la catturano. Per coprire il naso, che è nero, si mettono una zampa sul naso e così si mimetizzano con l’ambiente circostante. Ma come fanno gli orsi bianchi a sapere che hanno il naso nero?...

In effetti, come fanno?

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