26 ottobre 2009

Viola di mare


«La Viola di mare è un pesce e lo ha voluto Dio. Quando è maschio si chiama Minchia di Re. Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore. Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si è presa le sue uova».

Il film è tratto dal libro di Giacomo Pilati “Minchia di Re”, e la storia è ispirata ad un personaggio realmente esistito, e racconta una storia d’amore piena di coraggio.In un’isola della Sicilia, brulla e cruda (o crudele) alla fine dell’800 nasce l’amicizia fra due bambine, Angela e Sara, che presto verranno divise dagli eventi. Il padre di Sara viene mandato in guerra, e lei e la madre vanno a servizio “in continente” dalla baronessa. Angela è la figlia ribelle del padre-padrone Salvatore, che gestisce il lavoro nelle cave di tufo del barone vessando tutti, al lavoro come in famiglia. Quando, dopo anni, Sara ritorna sull’isola Angela, che non l’ha mai dimenticata, le confessa il suo amore. E quando lo confesserà anche al padre, dicendole che non vuole sposare l’uomo che lui le ha trovato, al grido di “meglio bottana che mezzo masculo” verrà rinchiusa in una grotta. Dove riuscirà ad uscire solo grazie all’escamotage della madre, stanca di vedere quella sua figlia soffrire: si rivolgerà al parroco del paese, che ha un debito nei confronti della famiglia e lo costringerà ad affermare di essersi sbagliato al momento della nascita, e che Angela in realtà è Angelo. In questo modo Angela si trasformerà in Angelo per amore e – sfidando tutte le regole e le convenzioni – vivrà con Sara alla luce del sole…

Ma quanto è bella Valeria Solarino?

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