15 gennaio 2010

Soul kitchen

…Your fingers weave quick minarets
Speak in secret alphabets
I light another cigarette…

Zinos Kazantsakis è il proprietario del Soul Kitchen (dimenticatevi i Doors, anche se la colonna sonora è schizofrenicamente molto interessante), ristorante abbastanza scrauso che sorge in un capannone industriale della periferia di Amburgo, con una clientela affezionata alle prelibatezze che Zinos riesce a scongelare con invidiabile maestria. 
Attorno a lui ruota un microcosmo eterogeneo: la malmostosa fidanzata Nadine in partenza per la Cina, il fratello Illias, ladro da strapazzo col vizio del gioco in libertà vigilata, lo chef Shayn Weiss (licenziato da un ristorante chic al suo rifiuto di riscaldare un gazpacho) che riuscirà, dopo la diffidenza iniziale, a trasformare il Soul Kitchen in un locale dove si farà la coda per entrare, l’urfido amico d’infanzia Thomas Neumann che, falso come una banconota da 3 euro, farà di tutto per sottrarre il locale all’amico. 
Aggiungete un’ernia del disco, un’affascinante fisioterapista (Anna, non Ke-mal!), un funerale, gli agenti del fisco e quelli dell’ufficio di igiene, mescolate bene e mettetevi comodi: buona visione!

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