9 marzo 2010

Invictus

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.


Sudafrica. 
Dopo la liberazione di Nelson Mandela, la fine dell’apartheid e l’insediamento dello stesso Mandela alla presidenza del paese, uno dei problemi principali è la riappacificazione del popolo. 
Impresa ardua, considerando gli anni di segregazione subita dai neri ad opera degli afrikaner.
Durante una partita di rugby in cui la squadra locale, gli Springboks, viene fischiata dai neri che preferiscono tifare per gli avversari, Mandela intuisce che proprio il rugby sarà il punto di ripartenza. 
Convocherà quindi il capitano della squadra, François Pienaar, per renderlo partecipe del suo progetto: fare in modo che gli Springboks, squadra bandita dalle competizioni di tutto il mondo per anni, proprio a causa dell’apartheid, vinca i prossimi mondiali, che si disputeranno proprio in Sudafrica.

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