12 aprile 2010

Simon Konianski

Dopo la separazione dalla moglie, una ballerina “goj”, Simon, 36 anni, torna a vivere nella casa di suo padre, che, d’accordo col rabbino, che gli confeziona talismani e gli suggerisce azioni di disturbo – tipo la televisione sempre accesa a tutto volume – cerca in tutti i modi di esasperare il figlio in modo che si cerchi un’altra sistemazione.Ma, nonostante i continui scontri fra padre (ebreo osservante scampato ai campi di sterminio) e figlio (filo palestinese) è tutto inutile, Simon non accenna ad andarsene.Insospettito da alcune pillole trovate nell’armadietto di medicinali del padre, chiede alla dottoressa, durante i settimanali controlli a cui si sottopone, in quanto “cavia” per nuovi farmaci, a cosa servano. E scopre che sono pillole per malati terminali. Infatti dopo poco il padre muore, e il suo ultimo desiderio è di essere sepolto nel cimitero del suo paese natale, ai confini con l’Ucraina, vicino alla tomba della sua prima moglie, di cui Simon ignorava l’esistenza.Dopo aver consultato una compagnia di pompe funebri che, per la modica cifra di 30.000€ penserà al trasferimento della salma, Simon, decide che sarà lui ad accompagnare il padre nell’ultimo viaggio. E, a bordo del malandato fuoristrada di Simon, in compagnia del figlio e di un’anziana coppia di zii, partiranno da Bruxelles alla volta di Lublino, in un viaggio che riconcilierà Simon con le sue radici.

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