21 maggio 2010

L'uomo nell'ombra

Che ero un po’ in arretrato coi film.
Per fortuna mentre non c’ero non è uscito nulla di così fondamentale, pertanto ieri sera ho recuperato l’ultimo lavoro di Polanski.
Che dire? Bello.
Che poi non è uno di quei film che puoi raccontare, perchè se no poi non c’è più gusto. Ma visto che io i film solitamente li racconto (anche se il più delle volte non si capisce, ma quello è un problema mio) cercherò di farla breve.
Ewan McGregor viene assunto come ghost writer dell’ex primo ministro britannico Adam Lang, dopo che il suo predecessore è misteriosamente morto cadendo dal traghetto... Si ritrova in una cazzo di isola degli Stati Uniti dove quando il tempo è buono serve l’impermeabile, dove Lang vive in una specie di casa-bunker, circondato da guardie del corpo, dalla fedele segretaria Amelia e dalla moglie Ruth.
Hanno tutti lo sguardo amichevole e rassicurante di un cane affamato e con la rogna, e dopo appena due giorni che EMG ha iniziato a lavorare al manoscritto l’ex ministro viene accusato di crimini di guerra, per aver in qualche modo aiutato la CIA in una dubbia operazione antiterroristica.
Lang, consigliato dai suoi legali, invece di tornare a Londra si trasferisce a Washington, visto che fra Stati Uniti ed Inghilterra non esistono trattati d’estradizione, e il ghost writer (che non viene mai chiamato per nome) resta sull’isola. E, incurante dell’11° comandamento, che invita a farsi sempre i cazzi propri, inizia a volerci vedere chiaro sulla morte del suo predecessore. Curiosa oggi, curiosa domani, riuscirà, sempre trascinandosi dietro il suo trolley, a scoprire alcune cose...

 “Questo posto sembra una Shangri-la al contrario”

 

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