24 maggio 2010

Draquila

L’ultimo film di Sabina Guzzanti, quello presentato fuori concorso all'ultimo festival di Cannes nella sezione Special Screenings, quello che ha fatto in modo che il ministro della cultura Bondi declinasse l’invito a partecipare al festival istesso dichiarando che il film offende la verità e il popolo italiano (e ne approfitto per dire al signor Bondi che – in quanto italiana - sono bel altre le cose che mi offendono), documenta lo sfruttamento mediatico della tragedia che ha colpito l’Abruzzo, la speculazione affaristica ed edilizia mediante la costruzione delle “new town”, oltre al potere che viene concesso alla Protezione Civile per gestire le emergenze. E poco importa se nella gestione delle emergenze entra praticamente di tutto, dalle visite pastorali di Benny in giro per l’Italia agli ultimi mondiali di nuoto di Roma. E, oltre a quelli che considerano il presidente del consiglio come l’uomo dei miracoli, viene data voce anche agli abruzzesi che il miracolo non l’hanno visto. Insomma, tutto quello che (probabilmente) avremmo dovuto già sapere, ma che, per qualche vaga lacuna nel nostro sistema di informazione, Minzolini & C. non hanno mai trasmesso.

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