16 giugno 2010

La regina dei castelli di carta

Riassunto delle puntate precedenti: Qui e Qua
Quo come sempre s’è dato. 
In ogni modo, visto che dall'ultima volta son passati 8 mesi, mi pare di ricordare che Lisbeth, sopravvissuta per miracolo a un incontro/scontro col misterioso Zala (che alla fine si scopre essere suo padre, mentre il marcantonio con l’analgesia congenita è il suo fratellastro) viene ricoverata in ospedale, dove, combinazione, è ricoverato anche quel gentiluomo di suo padre, che riceve visita da un arzillo gruppo di vecchietti che tramano contro tutto e tutti, cercando di impedire che si venga a sapere non si sa bene cosa. E infatti io per la prima ora e mezza ho fatto un po’ di fatica a seguire tutto l’intreccio dei personaggi, che ogni cinque minuti ne arrivava uno nuovo e io mi chiedevo “e questo chi cazzo è”?
Alla fine poi si capisce che c’è tutto un complotto che dura dagli anni 70, quando Zalachenko – agente segreto disertore dell’Unione Sovietica – veniva usato da un reparto deviato dei Servizi Segreti. Ma per fortuna ritroviamo Blomkvist, sempre elegante come un mendicante di Calcutta, che continua a cercare di scoprire la verità e soprattutto il motivo per cui tutti ce l’hanno con la povera Lisbeth, che nel frattempo si sta riprendendo, e presto uscirà dall'ospedale per affrontare il processo, dove, grazie ad una falsa perizia psichiatrica redatta dal corrotto e viscidissimo (e pure un po’ pedofilo) dottor Teleborian, i vertici di quella specie di Gladio dei Fiordi vorrebbero insabbiare tutta la vicenda mettendo a tacere Lisbeth per sempre.Se volete sapere qualcosa in più, vi consiglio la lucida recensione del dottor Piazza.


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