10 settembre 2010

Miral


Avendo letto critiche controverse non sapevo bene cosa aspettarmi da questo film di Julian Schnabel, ma nemmeno “il” Mereghetti, che l’ha definito “(...) superficiale, retorico e kitsch (...)” è riuscito a farmi desistere dall’andarlo a vedere.La storia è tratta dal libro (semi)autobiografico di Rula Jebreal, la giornalista che nel lontano 2006 Calderoli definì signora abbronzata, e parte dal momento in cui Hind Husseini – interpretata dalla splendida Hiam Abbass - appartenente ad una delle più importanti famiglie palestinesi di Gerusalemme, recandosi al lavoro, incontra sul suo cammino 55 bambini orfani, sopravvissuti al massacro di Deir Yassin, e li porta a casa con sé per sfamarli.Decide quindi di trasformare la sua casa in un orfanotrofio, che diventerà l’istituto Al-Tifl-Al-Arabi, dove, parecchi anni dopo, verrà accolta la piccola Miral, che, crescendo, si innamorerà di un attivista politico e si troverà a un bivio: scegliere se sostenere la lotta armata o seguire gli insegnamenti di Hind, che sosteneva che l’istruzione era la base e la speranza per il futuro della Palestina. Effettivamente, nel complesso, il film è un po’ superficiale, ma io – personalmente – l’ho apprezzato lo stesso.Sarà grazie all’inossidabile Vanessa Redgrave? O per la presenza di Willem Dafoe? Non saprei. Ma la gara di fascino la vince a mani basse l’attore che interpreta il padre di Miral.Come si chiama? Semplice: Siddig El Tahir El Fadil El Siddig Abderahman Mohammed Ahmed Abdel Karim El Mahdi.

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