1 settembre 2010

urlo

I saw the best minds of my generationdestroyed by madness, starving hysterical naked, dragging themselves throughthe negro streets at dawn looking for an angry fix, angelheaded hipsters burning for the ancient heavenlyconnection to the starry dynamoin the machinery of night…

San Francisco, 1955.Nella Six-Gallery il giovane Allen Ginsberg recita per la prima volta il suo poema, Howl. 2 anni dopo, quando la City Lights books di Ferlinghetti lo pubblica, il volume e il suo editore verranno messi sotto processo per il contenuto osceno e il dubbio valore letterario (non oso pensare cosa sarebbe successo a Moccia).Il film si sviluppa in un’alternanza di scene: il processo (con un delizioso John Hamm nel ruolo dell’avvocato difensore di Ferlinghetti), l’intervista a Ginsberg, le scene in bianco e nero in cui il poeta (interpretato da un ispirato James Franco) declama i suoi versi a un pubblico ammirato e le scene in animazione, in un mix lisergico e allegorico.Bello, anche se credo che un film del genere meritasse la versione in lingua originale coi sottotitoli, ma, si sa, non si può aver tutto.

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