31 maggio 2010

Copia conforme

Capita di andare a vedere un film che vuoi vedere, perchè ti incuriosisce, perchè la protagonista ha appena vinto la palma d’oro all'ultimo festival di Cannes, perchè perchè perchè. E contravvieni anche al tuo personalissimo regolamento del non andare mai a vedere un film in centro il sabato sera, perchè non c’è parcheggio. Ma pensi che un po’ di gente potrebbe essere andata via approfittando del fatto che mercoledì è festa; del resto secondo i TG si sono mossi i soliti dieci milioni di italiani. Che poi ti domandi: ma sti dieci milioni di italiani saranno sempre gli stessi? Mai che siano nove, o undici. Dopo un po’ il dubbio ti viene. Comunque arrivi in centro, ha pure smesso di piovere, e trovi parcheggio in un tempo ragionevolmente apprezzabile. Arrivi nei pressi del cinema e vedi che nella piazza antistante ci sono delle bancarelle. Lasci mezzo chilo di bava di fronte a quelle che vendono il formaggio, e, già che ci sei, ne approfitti per comprarti un paio di orecchini. Poi entri in sala. E il film inizia, puntuale, alle 22.30. Quando ti sembrano passate almeno sette ore guardi l’ora, e sono le 23.37. Non sai più quale posizione adottare per far sì che il sonno ti faccia compagnia, almeno per un po’. E, fortunatamente, riesci ad appisolarti. Ti sveglierai alla riaccensione delle luci in sala, durante i titoli di coda. Chiederai a sua bionditudine cos'è successo nel frattempo. Nulla. E mentre torni alla macchina pensi che avresti fatto molto meglio ad andare a prendere quel caffè con Fausta.

28 maggio 2010

La nostra vita


Roma, giorni nostri. Claudio lavora, rigorosamente in nero, nell’edilizia.E’ sposato con Elena, sono felici.Sognano le prossime vacanze in Costa Smeralda, perchè fortunatamente possono ancora permetterselo. Hanno due figli, e un terzo in arrivo.Ma, siccome la vita non funziona come nelle favole, non vissero tutti felici e contenti perchè, al momento del parto, Elena muore. Claudio si ritrova improvvisamente a dover gestire la sua vita, con due figli piccoli e un neonato, chiamato Vasco in onore al loro cantante preferito.Annientato dal dolore e incapace di affrontare la morte della moglie crede che solo dando “le cose” ai figli questi possano in qualche modo compensare la mancanza della madre. E decide quindi di “fare i soldi”, provando a comportarsi da figlio di puttana.Ma per certe cose bisogna nascerci, e Claudio ben presto si ritroverà in una situazione più complicata del previsto.

"i tacchi alti so’ come i parenti: so’ scomodi, ma t’aiutano"

24 maggio 2010

Draquila

L’ultimo film di Sabina Guzzanti, quello presentato fuori concorso all'ultimo festival di Cannes nella sezione Special Screenings, quello che ha fatto in modo che il ministro della cultura Bondi declinasse l’invito a partecipare al festival istesso dichiarando che il film offende la verità e il popolo italiano (e ne approfitto per dire al signor Bondi che – in quanto italiana - sono bel altre le cose che mi offendono), documenta lo sfruttamento mediatico della tragedia che ha colpito l’Abruzzo, la speculazione affaristica ed edilizia mediante la costruzione delle “new town”, oltre al potere che viene concesso alla Protezione Civile per gestire le emergenze. E poco importa se nella gestione delle emergenze entra praticamente di tutto, dalle visite pastorali di Benny in giro per l’Italia agli ultimi mondiali di nuoto di Roma. E, oltre a quelli che considerano il presidente del consiglio come l’uomo dei miracoli, viene data voce anche agli abruzzesi che il miracolo non l’hanno visto. Insomma, tutto quello che (probabilmente) avremmo dovuto già sapere, ma che, per qualche vaga lacuna nel nostro sistema di informazione, Minzolini & C. non hanno mai trasmesso.

21 maggio 2010

L'uomo nell'ombra

Che ero un po’ in arretrato coi film.
Per fortuna mentre non c’ero non è uscito nulla di così fondamentale, pertanto ieri sera ho recuperato l’ultimo lavoro di Polanski.
Che dire? Bello.
Che poi non è uno di quei film che puoi raccontare, perchè se no poi non c’è più gusto. Ma visto che io i film solitamente li racconto (anche se il più delle volte non si capisce, ma quello è un problema mio) cercherò di farla breve.
Ewan McGregor viene assunto come ghost writer dell’ex primo ministro britannico Adam Lang, dopo che il suo predecessore è misteriosamente morto cadendo dal traghetto... Si ritrova in una cazzo di isola degli Stati Uniti dove quando il tempo è buono serve l’impermeabile, dove Lang vive in una specie di casa-bunker, circondato da guardie del corpo, dalla fedele segretaria Amelia e dalla moglie Ruth.
Hanno tutti lo sguardo amichevole e rassicurante di un cane affamato e con la rogna, e dopo appena due giorni che EMG ha iniziato a lavorare al manoscritto l’ex ministro viene accusato di crimini di guerra, per aver in qualche modo aiutato la CIA in una dubbia operazione antiterroristica.
Lang, consigliato dai suoi legali, invece di tornare a Londra si trasferisce a Washington, visto che fra Stati Uniti ed Inghilterra non esistono trattati d’estradizione, e il ghost writer (che non viene mai chiamato per nome) resta sull’isola. E, incurante dell’11° comandamento, che invita a farsi sempre i cazzi propri, inizia a volerci vedere chiaro sulla morte del suo predecessore. Curiosa oggi, curiosa domani, riuscirà, sempre trascinandosi dietro il suo trolley, a scoprire alcune cose...

 “Questo posto sembra una Shangri-la al contrario”

 

3 maggio 2010

Cosa voglio di più

(io personalmente mi accontenterei di vedere un bel film, ogni tanto) 

Siamo a Milano, ma potremmo essere anche a Barletta o a Trento, e conosciamo Anna, simpatica come il singhiozzo, apprezzata impiegata in uno studio assicurativo, che convive con Alessio, una specie di barbapapà/gigante buono e tuttofare. Una vita che scorre tranquilla, tant’è che, quando la sorella di Anna partorisce, loro pensano che potrebbero anche prendere in considerazione l’idea di fare un figlio.Ma, durante una festa in ufficio, Anna incontra Domenico, addetto al catering. E scatta la passione, di quelle travolgenti, di quelle per cui perdi temporaneamente la capacità di intendere e volere e non vedi l’ora di sottrarre del tempo alla tua vita, anche solo due ore la settimana, in cui l’istinto da “strappamilemutande” è più forte di qualunque altra cosa. E inizi a mentire a tutti, iniziando da te stesso, per ritagliarti scampoli di felicità in un motel.Ma la situazione dopo un po’ sfugge di mano, e la passione deve inevitabilmente fare i conti con la realtà familiare che ritroverai una volta varcata la porta di casa. E, anche, anzi, soprattutto, con i problemi economici.