21 marzo 2011

Il gioiellino

“Seguilo! Quello non sa nemmeno come si chiama, un taxi!”

Siamo a Parma, e c’è Calisto Tanzi 
Siamo in Piemonte, e c’è Amanzio Rastelli, proprietario di una grande azienda agro-alimentare, in continua espansione, quotata in borsa, praticamente “un gioiellino”, che, nonostante un management familiare abbastanza spensierato, coadiuvato dal fedele ragioniere Ernesto Botta, un uomo che ha fatto del lavoro la sua vita, e che nella finanza creativa ci sguazza amabilmente, inizia ad indebitarsi, rifiuta una vantaggiosa offerta d’acquisto, i debiti aumentano, diversifica gli investimenti con dubbie acquisizioni, i debiti continuano ad aumentare, serve una banca, i debiti nel frattempo cosa fanno? aumentano. Falsifichiamo i bilanci, tanto non è più reato… Come va a finire più o meno ce lo ricordiamo tutti, no? 


Postilla maturata ieri sera mentre ero comodamente sdraiata sul lettino della massaggiatrice (per i maniaci in lettura: totalmente biotta, sì): quando il Rastelli chiede al Botta se vuole un passaggio e questo gli risponde "no, vado a piedi, son 234 passi", perchè il Molaioli non glieli fa fare tutti? Che la psicopatica che è in me li ha contati, ed è arrivata a 102. 
Che delusione, signora mia!

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