21 febbraio 2012

Quasi amici

La Tiz mi ha invitato all’anteprima aggratis di questo film francese, ispirato a una storia vera. Siccome aggratis è bello, e il film sembrava interessante, ieri sera, dopo aver salutato la massaggiatrice, mi sono diretta in centro. Per ingannare il tempo, oltre ad un caffè, mi sono comprata anche un vestito, che non si sa mai.
Arrivo al cinema e dopo un po’ prendiamo posto in sala, che, in quanto aggratis, è gremita. 
Io sono seduta vicino al Belluomo, e, quando Omar Sy appare sullo schermo ci si azzera la salivazione. Invece, nella scena in cui Omar Sy appare a dorso nudo (glabrissimo) ci vengono le palpitazioni. Ehm. Il film, dicevo. Bello. Compresa la colonna sonora (Ludovico Einaudi, mica pizza e fichi) e l’ambientazione che, dite quello che volete, Parigi è sempre Parigi.




Il film inizia con Driss alla guida della Maserati di Philippe, che viene fermato dalla polizia e, invece di venir multato per eccesso di velocità riesce a farsi scortare fino al pronto soccorso dell’ospedale. Dopo che i poliziotti se ne sono andati, la macchina riparte, e il film torna all’inizio, con una fila di uomini in attesa di sostenere un colloquio di lavoro in una lussuosa villa Parigina (lussuosa villa: sembra la reggia di Versailles, più o meno). Fra questi, Driss, che è lì solo per sbrigare quella che ritiene una semplice formalità: deve farsi mettere un timbro sulla richiesta di colloquio, in modo da dimostrare di essersi presentato per aver diritto al sussidio di disoccupazione. Philippe, il “datore di lavoro” è un uomo divenuto tetraplegico in seguito ad un incidente in parapendio, e sta cercando un badante. Resta affascinato dai modi schietti del ragazzo, e decide di assumerlo in prova. Driss decide di accettare, e da quel momento i due, ovviamente diversissimi, imparano a conoscersi, instaurando un rapporto che inizialmente suscita preoccupazione nell’entourage del’uomo ma che ben presto riuscirà a capire che Driss, nonostante il suo passato, è la persona giusta. 
Divertente, ogni tanto scorrettissimo (“niente cioccolato per l’handicappato”) ma mai sguaiato. 
In sala esce venerdì. 
Se volete un consiglio, vedevatelo. 

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