29 luglio 2016

Bastille Day

Vedere Bastille Day dopo i tragici fatti di Nizza fa effettivamente un po' impressione, ma tant'è. Un film è un film, la realtà, che sempre più spesso è peggio, è un'altra cosa.
Fa impressione anche vedere che nell'Intelligence di intelligente ne prendono uno a campione, nello specifico l'agente Briar, interpretato da Idris Elba, che, signori miei, fossercene di più in giro.
Poi abbiamo Michael, un borseggiatore coi controcazzi proprio, interpretato da tal Richard Madden, uno con la faccia un po' così, che a tratti ricorda Brandon Walsh di Beverly Hills 90210, quindi la dolce e ingenua Zoe, più una manciata di cattivi con la faccia da cattivi che Lombroso si sta dando pacche sulla spalla da solo, poliziotti mediamente rincoglioniti, politici corrotti, città in rivolta, inseguimenti sui tetti che se soffrite di vertigini come sua bionditudine vi faranno paura, combattimenti (Idris Elba che corca di mazzate più o meno tutti), dialoghi di quelli che non si prendono mai troppo sul serio che è sempre cosa buona e giusta, ecc.



Siamo a Parigi, e tutto parte dall'esplosione di una bomba nel posto sbagliato e al momento sbagliato, con il borseggiatore coi controcazzi che si ritrova ad essere un terrorista per caso, anzi, a dire il vero il film inizia con una ragazza che scende la scalinata del sacro cuore completamente nuda, ma voi non fatevi distrarre. Non racconto molto di più perché sono a rischio spoiler, ed è un attimo che arriva Idris Elba e corca di mazzate pure me.
Bastille day, a cui noi, come sempre abbiamo dovuto aggiungere "il colpo del secolo" perché proprio non ce la facciamo a tenerci un film col suo titolo così com'è, non verrà certo ricordato come un capolavoro della cinematografia lussemburgofrancoamericana, ma per un'ora e mezza fa egregiamente il suo lavoro. E questo, nel desolato panorama cinematografico stagionale, per me è più che sufficiente.


27 luglio 2016

#Tag "mi piace fotografare"


Ebbene sì, sono viva. E vegeto,
E ho un blog che non uso da eoni perché, vegetando, non ho molto da dire.
Quindi ringrazio la biondissima Lazyfish che si è ricordata di me per questa "iniziativa", creata da Violeta Dyli del blog "Opinionista per Caso (2)", che parla appunto di foto, fotografi e fotografie, che da sempre mi appassionano, pur non capendo una mazza fionda di ISO, tempi, diaframma, esposizione e quant'altro. Io mi limito a inquadrare e scattare, facendo mie (con non poca presunzione) le parole di Andreas Feininger: "Chi non sa fare una foto interessante con un apparecchio da poco prezzo, ben difficilmente otterrà qualcosa di meglio con la fotocamera dei suoi sogni". Anche se, conoscendo i miei limiti, la fotocamera dei miei sogni non l'ho mai comprata, che tanto non sarei in grado di usarla.
Dopo questo pippone veniamo al dunque, ovvero alle domande, con tanto di risposta:

1) Hai mai tagliato/bruciato fotografie del tuo ex fidanzato/a perché ti dava fastidio vederle?
Assolutamente no.

2) Di solito le fotografie che pubblichi nel tuo blog le realizzi tu o le rubi in internet?
Considerato che nel mio blog ci sono principalmente "recensioni" (ah. ah. ah.) di film le foto sono "rubate" dal web, se invece parlo (parlavo) di viaggi le foto sono mie. E se no lo specifico.

3) Quante fotografie hai realizzato negli ultimi dieci giorni?
Considerando anche quelle che ho dovuto fare per lavoro una trentina.

4) Hai mai aperto un profilo sui social con fotografia di profilo pubblico che non era la tua immagine vera?
Beh, sì. Per molto tempo sul blog c'era un disegno stilizzato di una ragazza, ma non ho mai usato foto di altre persone spacciandole per me. Adesso su blog/twitter/instagram c'è la mia foto, su FB no. 



5) Quante fotografie stampi di solito ogni mese?
Pochissime. Generalmente stampo 3/4 foto in grande formato / su tela quando torno da qualche viaggio.


6) Ti piace fotografare di più il cibo o gli animali tipo gatti, cani, cavalli?E (aggiungo io) se non ti piace nessuno di questi,qual'è il tuo soggetto preferito?
Principalmente fotografo paesaggi, mentre con il cibo ho smesso (di fotografarlo, che poi sembra che son diventata respirariana) a meno che non si tratti di qualcosa di "spaziale". Continuo invece a fotografare i drink e Gattabusiva. Mi piacerebbe fotografare le persone, ma allo stesso tempo mi dà fastidio farlo per una sorta di pudore. 





7) Che rapporto hai con i selfie: ti piace o detesti fare i selfie, e successivamente ti piace condividerli anche sui social?
Non li amo particolarmente, più che altro perché vengo mediamente di merda non sono affatto fotogenica, e vengo bene mediamente una volta su 163. Quindi evito, oppure pubblico scatti in cui non mi si vede totalmente, tipo questo: 










8) Quali sono le tue applicazioni preferite che usi per la post produzione delle foto?
Siccome sono negata mi limito a raddrizzare le foto e ogni tanto a saturare il colore, quindi mi tengo ben lontana da photoshop. Sul pc uso - non ridete - il banalissimo Picture Manager di Microsoft Office, e ogni tanto, per i filtri, PhotoScape. Sul cellulare ho un po' di app che non uso, ho scoperto (tipo ieri) Prisma, ma alla fine mi accontento dei filtri di Instagram.

9) Quante fotografie sono esposte in casa tua?
Credo una ventina.

10) Ti va di raccontarci chi è secondo te il miglior fotografo che conosci?
Oddio sono tantissimi e non ce la faccio a scegliere!
Anche se ultimamente sono "innamorata" di Kazuyoshi Nomachi,

Tibetan nomads, 1990. Credits: ©Kazuyoshi Nomachi

poi vabbé, in un elenco del tutto casuale ci sono Sebastião Salgado, Eliott Erwitt,  Henri Cartier-Bresson, Bruce Weber, Ansel Adams, Herb Ritts, Peter Lindbergh, Vivian Maier, Robert Mapplethorpe, Ferdinando Scianna,Richard Avedon, Helmut Newton... 

A questo punto bisognerebbe indicare/incaricare/segnalare/taggare altri dieci blog/blogger, ma io mi limito a passare il testimone a chiunque, leggendo il post, abbia pensato "ma che idea carina, quasi quasi lo faccio anch'io!"