29 dicembre 2016

Best Scenes Ever!

Per fare in modo che voi non dimentichiate mai che sono una cialtrona, ho scoperto la bella iniziativa del blog collettivo di cui faccio parte, solo leggendo i post dei miei "colleghi". E siccome sono pur sempre un membro, ancorché latitante, ho deciso di partecipare in corsa.
Gli altri post li trovate qui:

IL BOLLALMANACCO DI CINEMA
DIRECTOR'S CULT
MARI'S RED ROOM
NON C'E' PARAGONE
A FISH-FLAVOURED APPLE
PIETRO SABA WORLD
SOLARIS
Si tratta - come si può facilmente dedurre dal titolo - di elencare 10 film che, anche solo per una scena, sono rimasti impressi nelle nostre menticine di appassionati di cinema e quant'altro. 
Ovviamente la mia non sarà una classifica, in quanto ci saranno film diversissimi tra loro e quindi "inclassificabili" secondo un criterio logico. Ma del resto neanche questo blog segue un criterio logico, quindi, perché iniziare proprio adesso?

Platoon (1986) Oliver Stone 
La morte del sergente Elias, interpretato dal mio sempre amato Willem Dafoe.
E direi che non è il caso di aggiungere altro.

Point break (1991) Kathryn Bigelow
La scena in cui Johnny Utah e Tyler Endicott sono in acqua e ad un certo punto lui le dice "vieni qui". Ecco. E' dal 1991 che sogno un uomo che mi dica "vieni qui" nello stesso modo.

Fantozzi contro tutti (1980) Neri Parenti/Paolo Villaggio
Ne scelgo solo una anche se tra tutti i film di Fantozzi ne potrei citare tipo altre duecentodiciotto. Ma insomma, anche no. Quindi su tutte la temutissima coppa Cobram e il ragionier Filini che incita tutti ad andare in allenamento "a Pinerolo!!!" che ormai è diventato un modo di dire di uso comune. 

The Wolf of Wall Street (2013) Martin Scorsese
Tra Quaalude scaduto, lancio del nano e via dicendo, la scena - che vi beccate completa - in cui un Matthew McConaughey semplicemente perfetto spiega un paio di cose a Leonardo Di Caprio, con la sua storiella “You know what a Fugazi is? A Fugazee, fugazi, it's a wahzee, it's a woozee, it's fairy dust it doesn't exist. It's never landed. It's no matter, it's not on the elemental chart. It... it's not fucking real!" vince a mani basse su tutte (imho).

Hollywood Party (1968) Blake Edwards
L'indimenticato Peter Sellers che non muore mai nella scena iniziale.

The Rocky Horror Picture Show (1975) Jim Sharman
It just a jump to the left... and then a step to the right!!!
Scusate, finisco di ballare e riprendo a scrivere.
Comunque anche questo è uno dei miei film supercult, al punto che se mai avessi avuto una figlia l'avrei chiamata Magenta, ma credo di averlo detto più volte.

Reservoir dogs (1992) Quentin Tarantino
Il mio Tarantino preferito di sempre, da sempre.
E la scena iniziale, con Mr. Brown che spiega il "vero" significato di Like a vergin, ancora oggi mi fa impazzire.


Festen (1998) Thomas Vinterberg

Credo l'unico film Dogma95  che mi sia veramente piaciuto.
Cattivissimo e devastante.
"Perchè l'hai fatto, papà?"
"Perchè non eravate buoni per altro"

Roma città aperta (1945) Roberto Rossellini
La corsa di Anna Magnani. 


Trainspotting (1996) Danny Boyle

e il monologo iniziale:
Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

23 dicembre 2016

ricapitolando

E' ora di tirare le somme, visto che il 2016 sta per finire... non credo che quest'anno avrò tempo/voglia di cimentarmi in classifiche di vario genere, anche se non si può mai dire e mi resta ancora una manciata di giorni per cambiare idea.
Per cosa ricorderemo questo 2016?
Se escludiamo l'ecatombe di personaggi più o meno famosi che ci hanno lasciato, che sembrava l'epidemia di spagnola del 1920, terremoti, attentati, la Brexit, la  vittoria di Trump e altre tragedie più o meno epocali, verrebbe da pensare che l'anno che sta per concludersi non lasci niente di bello da tramandare ai posteri. E, per quanto mi sforzi, a livello globale non mi viene davvero in mente una beata minchia che sia degna di essere ricordata nei secoli a venire. 
Ma, siccome questo è pur sempre il mio blog, cercherò di fare un riassunto di quello che è successo a me nel 2016, e che vale la pena di ricordare scrivo qua, così potrò rileggerlo quando verrò colta da demenza senile, anche se probabilmente non ci riuscirò, in quanto avrò smarrito le password.
In ogni modo.

G e n n a i o :
Ho visto la mostra fotografica di Vivian Maier allo Spazio Forma Meravigli a Milano.  Lo Spazio Forma mi piaceva molto di più nella sua sede storica di Piazza T.L.Caro, ma non si può aver tutto dalla vita.
Ho visto la mia rossa preferita di passaggio in città, ho aspettato inutilmente e per la terza volta gli omini dell'italgas per la sostituzione del contatore e poi, dopo averci pensato forse troppo, ho deciso che era ora di abbandonare Poisonville per trasferirmi in città e ho messo in vendita la casa in cui vivo da 20 anni.
Mi sono quindi buttata nel magico mondo degli annunci immobiliari, ovviamente in modo contemplativo, visto che la poraccitudine che mi contraddistingue mi impone di dover vendere l'unica casa che possiedo, prima di poterne comprare un'altra.

F e b b r a i o :
A inizio mese sono stata per l'ultima volta in ospedale per la visita di controllo relativa all'intervento subito il 26 novembre 2015. Mi hanno detto che va tutto bene e di non farmi più vedere. 
Nonostante a nessuno interessasse vedere casa mia, ho continuato imperterrita a visitare appartamenti in giro per la città. Uno, che veniva spacciato come "attico" (gli agenti immobiliari potrebbero tranquillamente scrivere le sceneggiature a Wes Anderson, o forse, a ben pensarci, potrebbero essere quelli che scrivono le famigerate sinossi del TorinoFilmFestival) aveva un balcone sgarrupatissimo e un'infelice puzza di stalla che aleggiava in tutta casa. Che, per un appartamento al 5° piano del centro cittadino è quanto meno bizzarro. Alla mia pacata osservazione "che cazzo è 'sta puzza?" l'agente mi rispondeva, ancor più pacatamente "i proprietari erano fumatori". 
Adesso, caro il mio agente immobiliare, pure io sono fumatrice, ma, ti assicuro, che un odore del genere a casa mia si sente soltanto quando concimano i prati del circondario. Quindi, a meno che i proprietari si fumassero letame essiccato - come usa fare in alcune zone dell'India e del Nepal - e lo stoccassero nel corridoio, posso assicurarvi che la puzza di fumo è diversa, e che tu mi stai prendendo per il culo. Depennato l'appartamento da un'ipotetica lista di case acquistabili, febbraio si è concluso in maniera assolutamente indolore.


M a r z o : 
Per ricordarmi che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, ad inizio mese qualcuno si impossessava della mia carta di credo per comprare su PayPal abbigliamento sportivo in un negozio di Baltimora (Maryland) e del cibo per animali in un negozio di Oakland (California).
Bestemmia fortissimo, telefona a PayPal, bestemmia ancora un po', telefona alla banca e blocca la carta di credito. Aspetta invano che ti arrivi, bestemmia inutilmente, dopodiché parti per New York SENZA la carta di credito. 
Sì, perché a marzo sono stata a New York per la terza volta. E sì, New York ha sempre il suo porco perchè. Anche trovare per due mattine consecutive Javier Bardem a fare colazione nello stesso nostro bar ha il suo porco perchè. Javier Bardem ne ha tantissimi, di porchi perchè. 
In ogni caso, essendo priva di carta di credito mi sentivo povera come la piccola fiammiferaia, e ho ridotto gli acquisti al minimo. 
Ovviamente al mio ritorno a casa la carta di credito nuova fiammante mi attendeva nella buca delle lettere e i signori di PayPal mi hanno riaccreditato tutto nel giro di pochissimo tempo. 


A p r i l e : 
... è il più crudele dei mesi, genera
lillà da terra morta, confondendo
memoria e desiderio, risvegliando
le radici sopite con la pioggia della primavera.
a parte questa botta di ottimismo, ad aprile non è successo nulla (negli altri mesi, invece...!) a parte che i fottutissimi omini dell'italgas, dopo aver fissato l'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore, per l'ennesima volta non si sono presentati. Io so che il male non si augura a nessuno perchè non sta bene, e poi il karma e bla bla bla, ma spero che il cagotto a spruzzo li abbia colpiti nel momento più inopportuno, tutto lì.
Siccome casa mia continua a non interessare a nessuno ho smesso di andare in giro a vedere appartamenti. Metti mai che trovo la casa dei miei sogni e poi ci rimango male. 

M a g g i o :
A maggio sono andata in "gita" al santuario di Vicoforte per la salita alla cupola, che è, per dimensioni, la cupola ellittica più grande al mondo (dicono) e la quinta cupola al mondo per dimensini (dicono). In ogni modo è stato interessante (dicono).
Poi una domenica mattina ho deciso di andare a Milano per vedere la mostra di Herb Ritts al Palazzo della Ragione, prima che chiudesse. 
Herb Ritts, per quelle più giovani di voi che all'epoca non c'erano o erano troppo piccole per accorgersene, è stato un fotografo che mi ha regalato cose bellissime, tipo "Fred with tires" o il video del pezzo più strappamutande della storia della musica recente. 


G i u g n o :
Dopo tantissimi anni sono tornata a Roma, approfittando del ponte del 2 giugno. Così ho potuto vedere la mostra di Banksy, e, già che c'ero Tattoo Forever al Macro Testaccio. Ho camminato senza meta, e, se la memoria non mi inganna, credo di essermi anche ubriacata abbastanza.
E non c'è niente da fare, Roma, per un turista, ha sempre il suo fascino. Anche da sobri.
A cinque mesi dall'annuncio l'agente immobiliare ha portato una coppia a vedere la casa. 
Ho rivisto con grande piacere i Ford(s) al completo, e siccome il 24 giugno a Torino (e Genova, Firenze, ecc.ecc.) è festa, ne ho approfittato per scendere in Riviera ospite della mia rossa preferita (sì, sempre la stessa), passando il tempo a mangiare (bene) bere (parecchio), parlare (molto) e camminare sul bagnasciuga come le anziane. Che bello.

L u g l i o :
A inizio mese sono stata una settimana in Sicilia, dove faceva molto caldo e mi sono abbronzata tantissimo senza mai stare al sole. Che per una alta e bionda con gli occhi azzurri come me è davvero molto strano. 
A fine mese mi sono regalata un week end in Valtellina a trovare un'amica e, dopo anni sono finalmente riuscita a fare il giro sul Trenino Rosso del Bernina.
Per non smentirmi ho mangiato e bevuto molto. E bene.  


A g o s t o :
Ci tenevo molto a farvi sapere che, all'ennesimo appuntamento per la sostituzione del contatore del gas non si è presentato nessuno. Come ho già detto in passato, se devo farmi prendere per il culo decido io quando e decido io come. Questa volta ho preso il telefono e fatto una tamurriata all'impiegata, dicendo che il cambio del contatore è un problema loro, che io non l'ho richiesto e che per quanto mi riguarda il contatore che c'è adesso funziona benissimo. 
A parte questo ho festeggiato come ogni anno il mio compleanno andando a cena in un ristorante cittadino molto interessante, ho passato ferragosto in montagna mentre il 16 sono andata a Milano a vedere la mostra di Escher a Palazzo Reale. Fra le altre cose, se siete a Milano e non l'avete ancora vista, potete farlo fino al 22 gennaio. Ovviamente il 16 agosto Milano era semideserta e Palazzo Reale ancora di più. Che è la condizione ideale per visitare una mostra. Bellissima tra l'altro.
La coppia che era venuta a giugno a vedere la casa è tornata per un secondo sopralluogo e mi ha fatto un'offerta. Che - se fossi ricca sfondata - avrei potuto rifiutare. E invece. 

S e t t e m b r e :
... andiamo, è tempo di migrare... 
e infatti con un po' di gente a inizio mese ci siamo ritrovati per un week end in umbria in occasione di un "raduno/festa/compleanno/chissenefrega" del Buio in sala, e poi, per non perdere l'abitudine, sono partita per due settimane in Andalusia, ma di entrambe le cose ho già parlato nel blog all'epoca, quindi non mi ripeterò.

O t t o b r e :
Ho visto un appartamento bellissimo, vicino all'ufficio (troppo vicino all'ufficio), finemente ristrutturato, materiali di pregio ecc. ecc. Il problema è che in quella che avrebbe dovuto essere la camera da letto, se ci mettevo il letto non ci stava l'armadio. E viceversa. In quella che era la "zona giorno" non c'era la possibilità di mettere un tavolo da pranzo. E quindi il pensiero di vivere lì per il resto della mia vita mi metteva ansia.
Come (quasi) ogni anno sono andata alla Fiera del Marrone a Cuneo. E non ho assaggiato un marrone manco per sbaglio. Mi sono molto avvilita.
E poi, incredibilmente, il 21 ottobre ho trovato la casa. Un appartamento che mi hanno proposto da un'agenzia, e che io sono andata a vedere con lo stesso entusiasmo di Hillary Clinton il 9 novembre. E invece, alle volte.
E poi è morto Caprotti, è ha lasciato settantacinquemilionidieuro due spicci alla segretaria. Che non sono io.

N o v e m b r e:
Sono stata colta dall'ansia.
Nella casa in cui vivo, che è ENORME, c'è una quantità di rumenta da buttar via che non so da che parte girarmi. Passo i sabati mattina all'eco-centro a smaltire ogni tipo di rifiuto. E, ad occhio e croce, anche i sabati dei mesi che verranno li impegnerò in questo divertentissimo modo.
Sono anche andata al Torino Film Festival, come sempre. Anche se, come ho già detto, o forse no, quest'anno mi è sembrato che il livello fosse inferiore rispetto al solito.

D i c e m b r e :
Il 16 dicembre ho venduto casa. Sono sempre preda dell'ansia, ma un po' meno rispetto al mese scorso. I signori che hanno comprato casa mia sembrano molto gentili. Il fatto che mi facciano stare lì fino a quando non avrò finito di ristrutturare la casa che - mentre sto scrivendo - non ho ancora comprato mi sembra davvero tanta roba.
E, anche se la parola "trasloco" mi fa venire le bolle, l'idea di trasferirmi sta iniziando a piacermi. E molto.
Ecco. Questo è stato il mio 2016. Se siete arrivati a leggere fin qua, beh, a questo punto mi sembra doveroso farvi tantissimi auguri, se al grido di "sti cazzi" avete abbandonato a febbraio... beh, sti cazzi davvero.

20 dicembre 2016

A spasso con Bob

gattara [gat-tà-ra] s.f. region.
• Persona, quasi sempre di sesso femminile, che nutre e cura gatti randagi









Che io sia da sempre un'amante dei gatti credo non sia un mistero per nessuno, soprattutto per i miei followers su Instagram. Ovviamente non sono una vera e propria gattara, anche se nutro (spesso a mia insaputa) il gatto diffidente che da qualche anno si aggira attorno a casa. Oltre ad essere diventata proprietaria ad honorem di Gattabusiva, che si è insediata in casa dopo la scomparsa di Settechilidigatto. Ma, siccome non vado (ancora) in giro a nutrire colonie di gatti randagi e affamati, direi che non posso considerarmi una gattara. C'è da dire, però, che ho ancora un sacco di tempo per diventarlo.
Resta il fatto che quando ho visto i trailer del film mi sono venuti gli occhi a cuoricino, e ho detto alle mie amiche "ok, questo lo vado a vedere da sola".
E infatti, una ventina di giorni fa, complice il fatto che il film fosse in programmazione nella sala vicino all'ufficio, sono andata a vederlo allo spettacolo delle 18.00, pensando, visto che probabilmente era l'ultimo giorno di programmazione, di trovare 4 gatti (ah. ah. ah.) 
Invece in sala c'era parecchia gente (per essere lo spettacolo delle 18.00, ovviamente) ed erano per la maggior parte signore di una certa, come la sottoscritta.
E niente.


Il film si ispira alla storia vera di James Bowen, adolescente problematico prima, tossicodipendente senza fissa dimora dopo, che si aggira per le strade di Londra cercando di sopravvivere cantando e suonando la chitarra dalle parti di Covent Garden. Seguito dai servizi sociali decide di disintossicarsi col metadone fino al giorno in cui l'assistente che lo segue riesce a fargli assegnare un alloggio popolare. Intenzionato a cambiar vita, un giorno si ritrova davanti questo bellissimo gatto rosso ferito, e decide di aiutarlo a guarire, che è esattamente quello che sta facendo anche lui in quel momento.
James pensa di liberarsi del gatto una volta che si sarà ristabilito, ma dovrà rivedere i suoi piani, in quanto il gatto - a cui viene dato il nome di Bob, in onore del Bob di Twin Peaks - non ha alcuna intenzione di allontanarsi dal ragazzo, anzi, inizierà a seguirlo durante le sue esibizioni (a conferma della tesi che non sei tu a scegliere un gatto, ma è lui a scegliere te. Se ci fai caso, a proposito di droghe, è la stessa cosa che si dice del peyote: non sei tu a trovare il peyote, è lui che trova te).
E, se prima James non riusciva nemmeno a mettere assieme i soldi per mangiare, la presenza del gatto che lo assiste mentre lui suona la chitarra lo fa diventare una delle "attrazioni" più gettonate tra gli artisti di strada londinesi fino a quando quella strana coppia non inizia ad incuriosire i media, e Bowen diventa un personaggio .
A street cat named Bob è una favola edificante e bellissima, sul potere "curativo" degli animali, perché nel momento in cui James ha deciso di salvare il gatto, il gatto ha iniziato a salvare lui.
A interpretare James Bowen c'è Luke Treadaway (Unbroken, Attack the block) mentre nella parte di Bob c'è il vero Bob, a cui io darei l'Oscar come migliore attore protagonista.
Perché in un film è molto meglio avere un gatto rosso che una cagna maledetta.



19 dicembre 2016

è solo la fine del mondo

- Buongiorno a tutti, chi vuole dire qualcosa?
- Ciao... io, io vorrei dire qualcosa.
- Prego, parla pure.
- Ciao, sono la poison, ho trent.. quarant... no, niente. Ciao, sono la poison, ho una certa e... bevo. no, scusate, qua siamo dai cinefili anonimi, oddio che sciocca, scusate, è la mia prima volta... mi sono confusa... mmh... Ciao, sono la poison. Eeeeh no, ecco. Non so come dirlo... mmmh... ecco, io... ufff... nonhomaivistounfilmdidolan... ecco. Cioè, sì, insomma... 
- No, aspetta, poison, parla più adagio, scandisci la parole, non abbiamo capito, cosa hai detto?
- Che - Non - Ho - Mai - Visto - Un - Film - Di - Xavier - Dolan...
- ...
- ...
- ...
- Poison, cara, quello che ci hai appena detto è molto grave. Come pensi di rimediare?
- Ecco, io... sinceramente non ci ho ancora pensato... però ecco... a casa ho J'ai tué ma mère, Laurence Anyways, Tom à la ferme, insomma, posso recuperare, posso iniziare quando voglio... E comunque l'altra sera sono andata a vedere il suo ultimo film, "è solo la fine del mondo"...
- Capisco. Beh, sì, è comunque un inizio... e, vorresti provare a dirci qualcosa di questo film, poison?
- Ecco, signor coordinatore dei cinefili anonimi, non so... io sono... beh, ecco, come glielo spiego? io non è che sia proprio una cinefila, insomma, sì, vado al cinema almeno una volta la settimana, però ecco, "cinefila" è una parola grossa, quindi.. insomma, non mi piace atteggiarmi, diciamo che sono una che guarda dei film, tutto lì... quindi non è che io sia in grado di elaborare una critica, costruttiva o distruttiva che sia... però, se proprio insiste, io due cazzate gliele racconto, va bene? 
- (ma questa chi ce l'ha mandata?) Eeeeeh, va bene poison, se tutto quello che riesce a dirci sono due cazzate, faremo in modo di farcele andar bene, in fondo siamo quasi a natale, anche noi cinefili anonimi abbiamo un cuore, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui una cialtrona come lei si trovi qui..
- (ma quanto se la tirano questi?) Ehm, grazie. Lo apprezzo molto, davvero. Grazie a tutti.

❋ ❋ ❋ ❋ ❋ ❋ ❋
Home is not a harbour
Home home home
Is where it hurts
My home has no heart
My home has no veins
If you try to break in
It bleeds with no stains
My brain has no corridors
My walls have no skin
You can lose your life here





Xavier Dolan, che di secondo nome mi dicono fare "enfant prodige" è un attore, regista, sceneggiatore, costumista, montatore, doppiatore e produttore cinematografico canadese. che al momento ha 27 anni e, da regista, sei film all'attivo. Ognuno dei quali ha ricevuto almeno un premio, tra i vari festival sparsi sul globo terracqueo. E' solo la fine del mondo è stato presentato a Cannes, dove ha vinto il Grand Prix Spécial du Jury, a settembre ha iniziato ad arrivare in sala qua e là nel mondo, e il 7 dicembre in Italia. Tratto dall'omonima pièce teatrale scritta da Jean-Luc Lagarce nel 1990, il film ci racconta di Louis e del suo ritorno a casa dopo un'assenza di dodici anni. Un ritorno per annunciare alla famiglia la sua partenza. Che è ben diverso dal dirlo in francese o in inglese, dove départ/departure stanno ad indicare indifferentemente sia la partenza sia la dipartita. E questo è uno dei motivi per cui i film andrebbero (sempre) visti in lingua originale. Perché, come diceva quello là, le parole sono importanti. Poi, vabbè, nel caso specifico il doppiaggio è a dir poco



e la povera Marion Cotillard sembra sempre ad un passo dal ritardo mentale.
Ma noi facciamo finta di non essercene accorti ed andiamo avanti.
Il film inizia “un po' di tempo fa, da qualche parte”, quando Louis torna a casa e, scomodando indifferentemente Caino e Abele o il figliol prodigo, il suo ritorno riporta a galla antichi contrasti, di cui poco sappiamo, e di cui poco sapremo dopo. Quello che sappiamo è che in quella famiglia tutti si parlano addosso, ma nessuno (sembra) ascoltare. E a nulla servono le mille domande a cui Louis risponde sistematicamente con tre parole. A nulla servono i fiumi di parole che gli rovescia addosso Suzanne, la sorella più giovane, a nulla servono le parole a tratti sconclusionate della madre al figlio prediletto, i discorsi vaghi sui figli dell'impacciata cognata Catherine, spettatrice esterna che probabilmente ha capito tutto prima di tutti, la violenza verbale del fratello Antoine, che nasconde il suo disagio sotto uno spesso strato di maleducazione mista a finta indifferenza. 
Ma sarà proprio Antoine, quando capisce che Louis, dopo miliardi di sguardi all'orologio, ha finalmente trovato il coraggio e le parole per dirlo, a dar vita ad una scena che da sola vale il prezzo del biglietto,  
E tra tutte le parole urlate con rabbia, quello che c'è da capire è tutto in quei silenzi carichi di imbarazzo, nell'assenza, nel non detto, negli sguardi lucidi che si fanno umidi. 
Ed è tempo di andarsene. 
Ancora una volta.
Per l'ultima volta.  














Personaggi e interpreti:
Martine: Nathalie Baye 
Antoine Knipper:Vincent Cassel
Louis-Jean Knipper: Gaspard Ulliel
Suzanne Knipper: Léa Seydoux
Catherine: Marion Cotillard

12 dicembre 2016

di film, di tempo e altre sciocchezze.


E niente. 
Sto accumulando un arretrato che quasi mi vergogno. 
Cioè, si fa per dire. 
E' che non riesco a star dietro al blog come vorrei, che il tempo non basta mai. 
A parte la decina scarsa di film del TFF di cui, per vostra fortuna, non ho finito di parlare, ho visto, nell'ordine: Animali Notturni, A spasso con Bob, Snowden, Sully e... Captain Fantastic. 
Che dire? A parte Snowden, che, avendo visto Citizenfour, è totalmente inutile, gli altri, compreso A spasso con Bob, mi sono piaciuti molto. 
Ebbene sì, anche Sully. Perché Tom Hanks, visto, anzi, ascoltato in v.o. non mi dispiace affatto. Quindi sono giunta alla conclusione che non è Tom Hanks a non piacermi, ma il suo doppiatore a rendermelo odioso. Aggiungici la mia passione per le storie vere, e il gioco è fatto. 
Animali notturni è di una bellezza straniante. Riesce ad essere elegante anche nelle scene più polverose, ma, poi eventualmente, ci tornerò con più calma (ad avercene). 
Nella mia personale classifica di fine anno, come ho già scritto su FB, l'oscar al migliore attore dovrebbe andare a Bob, il gatto dell'omonimo film. Che fondamentalmente è una favola (anche se vera) a lieto fine, un film per vecchie gattare apparentemente carogne, pronte a rincoglionire davanti agli occhioni di un gattone rosso. Ovviamente sto parlando per me, sia chiaro.
E poi... poi sabato sera ho visto Captain Fantastic.
E niente. L'amore. 
No, non solo per Viggo Mortensen, quello è storia vecchia. 
No, non solo per Viggo Mortensen che anche questa volta ci regala un nudo integrale.
Ma perchè Captain Fantastic ci regala una storia bellissima, non convenzionale, di cuore e passione. E amore.
Ma anche di questo parlerò con più calma.
Forse.


2 dicembre 2016

#TFF34 - Lunedì

Settimana part time: al mattino in ufficio e al pomeriggio al cinema.
Il lunedi torinofilmfestico inizia alle 14.30 con un film italiano fuori concorso, diretto da Andrea Molaioli, già apprezzato per i suoi precedenti lavori. ovvero La ragazza del lago (che ho visto ma di cui non ho parlato mai) e Il gioiellino. Questa volta Molaioli adatta l'omonimo romanzo di Nick Hornby:

SLAM - TUTTO PER UNA RAGAZZA, di Andrea Molaioli
Sam è appassionato di skateboard e passa la vita con gli amici con cui condivide salti e cadute. Vorrebbe andare all'università, viaggiare e soprattutto non fare un figlio a sedici anni, com'è capitato a sua madre e a sua nonna. Dal romanzo di Nick Hornby, il nuovo film di Andrea Molaioli (La ragazza del lago), con Jasmine Trinca e Luca Marinelli, affronta con ironica leggerezza il tema della crescita e delle responsabilità. Spirito guida: Tony Hawk.
Commedia piacevole con un ottimo gruppo di attori. Molto bravo il giovane Ludovico Tersigni nel ruolo di Sam, ma, come sempre, Luca Marinelli, anche se in un ruolo secondario (è il padre, separato, di Sam) è strepitoso. Dategli un'occhiata.

WAR ON EVERYONE, di John Michael McDonagh
Alexander Skarsgård e Michael Peña sono due poliziotti sui generis di Albuquerque, che non disdegnano mazzette, alcool e droghe: finiranno in guerra contro un crudele ed affettato boss della mala cui hanno deciso di mettere i bastoni tra le ruote. Dopo The Guard e Calvary, John Michael McDonagh firma un film scatenato a cavallo tra buddy cop movie, commedia nera e polizieschi anni Settanta, senza plagi né citazionismi esasperati.
Lode a McDonagh che dirige il film più cazzaro e scorretto degli ultimi tempi, e probabilmente di tutto il TFF, durante il quale io e le mie compari abbiamo riso senza ritegno, anche se in un'occasione ci siamo ritrovate ad essere le uniche a farlo, probabilmente per meri dettagli anagrafici. A parte questo episodio molto triste, il film è uno spasso, Michael Peña fa scassare dalle risate e Alexander Skarsgård non è da meno. Come ho già detto in altri luoghi, voglio un film così ogni mese. Perchè, non dimentichiamocelo, resto sempre un gran bel pezzo di cialtrona.
E ancora lode a McDonagh che decide di far partire, sui titoli di coda, I fought the law dei Clash.

DAAP HYUT CAM MUI (Port of call), di Philip Yung 
Uno sbirro dell’Hong Kong Regional Crimes Bureau cerca di far luce sulla confessione di un drogato e sull’omicidio di una prostituta sedicenne: le ragioni che troverà saranno devastanti. Sospesa fra passato (1998) e presente (2009), una tragica indagine dei recessi più nichilisti della mente umana, fotografata da Christopher Doyle in toni cupi e disperati. Bravissimo Aaron Kwok, attore sempre più maturo.
Prima del film è stato consegnato il "Gran Premio Torino" a Christopher Doyle, fotografo australiano diventato uno dei più grandi direttori della fotografia in circolazione (ha collaborato, tra gli altri, con Wong Kar-wai, Gus Van Sant, Jim Jarmusch), ed è stato proiettato il cortometraggio Wind, diretto da Saw Tiong Guan in cui Doyle (aka Dù Kěfēng) stesso racconta la sua incredibile vita. Personaggio assolutamente affascinante.
Ma veniamo al film. Considerato che al TFF negli anni sono passati titoli come Memories of Murder e I saw the devil (per citarne solo due), nella mia testolina malata mi ero creata delle aspettative coi controcazzi, che, ahimè, come sempre, non si sono rivelate all'altezza. E non sto dicendo che Port of Call sia un brutto film. Tra l'altro, esattamente come per Memories of Murder, anche qua partiamo da una storia vera: quella  di una prostituta sedicenne il cui cadavere venne trovato smembrato nel 2008 ad Hong Kong. Però, va a sapere, sarà che sono anziana, sarà che magari koreans do it better, ma, nonostante la storia fosse decisamente interessante, ho trovato la prima parte del film troppo leeeeenta per i miei gusti (al punto che temo di essermi anche assopita per una decina di minuti, ma voi non ditelo a nessuno). Però Aaron Kwok nel ruolo del detective Chong è molto bravo.