23 febbraio 2017

il cliente

Titolo originale: فروشنده‎, (il venditore).
Che è tipo l'esatto opposto, ma che sarà mai? 


Il cliente (o il venditore, fate voi) è l'ultimo film di Asghar Farhadi, presentato all'ultimo festival di Cannes, dove ha vinto il Prix du scénario e il Prix d'interprétation masculine.
E' ambientato in Iran, ai giorni nostri, ed inizia con un palazzo che sta cedendo ed i suoi abitanti costretto ad abbandonare in fretta e furia i loro appartamenti.
Tra loro ci sono Emad e Raana, giovane coppia borghese e benestante. 
Lui fa l'insegnante e nel tempo libero, con la moglie, recita a teatro. Sta per andare in scena Morte di un commesso viaggiatore, ma la loro priorità, in questo momento, è trovare una nuova casa. Un collega della compagnia propone alla coppia un appartamento che la precedente inquilina ha dovuto lasciare di corsa. I due accettano, anche se nell'appartamento, accatastati in una stanza, ci sono ancora tutti gli effetti personali della donna. Emad e Raana si chiedono il motivo per cui non venga a riprenderseli, ed un giorno decidono di forzare la porta della camera e spostare tutto il contenuto in terrazza. 
Nonostante i nuovi vicini si lascino scappare qualche parola sul comportamento della precedente inquilina, e sulle sue numerose frequentazioni maschili, i due giovani non ci fanno caso, finché una sera Raana, credendo che Emad stia rincasando, apre la porta e viene aggredita da uno sconosciuto.
L'uomo viene chiamato dai vicini perché Raana è stata portata al pronto soccorso, e in quel momento scopre  tutta la verità sulla professione della donna che viveva lì prima di loro.
Raana fa ritorno a casa, ma ha paura a restare da sola, al tempo stesso non vuole denunciare l'accaduto. Emad invece vuole scoprire a tutti i costi chi è stato, e il rapporto tra i due inizia a logorarsi, per il diverso modo di voler affrontare la vicenda.
Mentre Emad continua la sua caccia all'uomo Raana vuole solo dimenticare. 

Il cliente è un dramma che mette in evidenza le contraddizioni della borghesia iraniana, dove denunciare una violenza sessuale diventa un problema che ha a che fare non soltanto con la questione religiosa, ma anche con antiche tradizioni, ovviamente bigotte e maschiliste e con tutta una serie di cose che vanno dalla mancanza di sincerità (o anche di mancanza di comunicazione) ad una velata e costante dose di ipocrisia nella quotidianità delle persone. 
Detto ciò il film non mi ha fatto propriamente impazzire: a parte che quando suonano al citofono si chiede chi è, tra i tempi dilatati e i dialoghi inutilmente tirati per le lunghe, oltre ad un doppiaggio agghiacciante che ad un certo punto, di fronte ad una cofana di spaghetti fa dire a Raana "vieni a mangiare, ho fatto i maccheroni", verso la fine del film mi sono ritrovata a fare il tifo per il palazzo. 
Ma si sa, sono una brutta persona.

8 commenti:

  1. Onestamente non sono un amante del genere, infatti i film stranieri nominati, che mi ispirano tutti la stessa pesantezza, mi mancano tutti, o quasi. Non avevo visto neanche Una separazione, ai tempi... Non c'entra niente ma, se ti capita, sottotitolato, vedi A man called Ove, la commedia svedese in gara: vecchio che odia il mondo, con gatto al seguito. Mi ha commosso parecchio. E che bel gatto.

    (Ps. Ma la protagonista nel poster mi pare Ambra Angiolini...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io tra i film stranieri candidati ho visto anche Land of mine, che mi era piaciuto molto... questo probabilmente non è nemmeno il mio, di genere! Se riesco recupero lo svedese.
      Probabilmente questo non è nemmeno il mio, di genere, però anche qua si vedono un paio di gatti! :)
      La protagonista in un paio di inquadrature mi ha ricordato anche valeria golino...

      Elimina
  2. Ieri sera mia sorella è venuta a casa per cena e io, naturalmente, la aspettavo, quindi NON ho chiesto "chi è?" e oltre al portone ho aperto anche la porta di casa, fiduciosa... Dunque, prassi comune in entrambi i paesi. Dopodiché film interessante con lungaggini nei dialoghi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non si fa, non si fa! :)
      Vuoi mettere con la sicurezza che ti dà chiedere chi e? E sentirsi rispondere "io!" ???
      😊

      Elimina
    2. Io non chiedo, metti che qualche burlone mi urla "STOCAZZO"! :-)

      Elimina
    3. beh, capisco. una personcina sensibile come te potrebbe rimanere turbata! ;)

      Elimina
  3. Lo vedrò domani e sarà l'ultimo film "da Oscar" della mia lunga maratona. Lo temo perchè dell'acclamato Farhadi non ho visto nulla, ma spero in una sorpresa.
    Al momento, pure io tifo lo svedese Ove, burbero dal cuore d'oro (e gattaro) come piace a me :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi tocca davvero recuperarlo, sto svedese!:)
      Questo... boh? non è un brutto film, per carità, ma not my cup of tea!

      Elimina